Pendolari e… prendiamola con filosofia!
La vita del pendolare lo sappiamo tutti non è facile, ma in certi giorni i nervi sono messi a dura prova e l’unica soluzione è prendere tutto con filosofia. Un esempio è stato la giornata di oggi.
Stamattina ho preso il treno regolarmente, e sempre regolarmente ho fatto il viaggio in piedi, poco male, sto seduto tutto il giorno!
Giunti a Roma mi dirigo verso la metropolitana, la banchina è affollata ma con una botta di fortuna riesco a prendere la prima che trovo, ormai è tutto apposto, è fatta… si fino a quando a Spagna il treno si ferma e non riparte, si è appena rotta una porta, dobbiamo scendere tutti e aspettare un nuovo convoglio, che naturalmente arriva stracolmo.
Ok ora è finita, mi è rimasto solo un pezzetto da fare a piedi, sono cinque minuti di passeggiata, ma… piove!
Per il resto la giornata procede come ogni giornata di lavoro con alti e bassi, pause alla macchinetta del caffè (un giorno vi racconterò delle acrobazie delle merendine!) e attimi che vorresti sbattere la testa contro il monitor perché non riesci a risolvere quella questione.
Insomma è ora, me ne vado, controllo l’orologio, se mi sbrigo prendo il treno delle 18,15. Finisco di scrivere l’ultima email, mi avvio verso la metro, stavolta sembra tutto regolare, non è particolarmente affollata, ho anche un po’ di anticipo che mi farà evitare delle corse per raggiungere il treno in partenza.
Niente di più falso, inspiegabilmente le soste della metropolitana sono lunghissime, il tempo stringe… arrivati a Termini mi proietto fuori dal vagone, faccio le scale mobili di corsa, un gradino dopo l’altro per recuperare tempo perduto. Di corsa butto un occhio al tabellone, il mio treno è al binario 17 (sarà un segno?), è ancora lì… ce la faccio. Eccomi, finalmente sul treno, sono salvo.
Trovo un posticino vicino alle porte, sul seggiolino, mi siedo anche se non è comodissimo ma è l’unica cosa che si può trovare a quest’ora, mi sistemo… che pacchia… ora si legge!
Le pagine vanno avanti e il treno ancora non parte, la gente inizia ad innervosirsi, una signora prende a maleparole due controllori (ma non sono ferrovieri, probabilmente lavorano all’Atac), io sorrido e intanto continuo a leggere.
Il ritardo è diventato di mezz’ora e sinceramente inizio a preoccuparmi, potrei perdere la coincidenza con il bus per casa ma… finalemente le porte si chiudono, il treno parte…
…
…
e le luci si spengono! Niente da fare, non è aria, il libro lo leggerò domani!
Prendiamola con filosofia! ![]()