11/9
Non interessa a nessuno dove ero e cosa facevo l’11 settembre del 2001, ma a me aiuta a non dimenticare.
Ero a casa e stavo davanti al PC a “non” far niente, ascoltavo distrattamente la radio che eternamente accesa faceva da sottofondo alla mia giornata quando ad un certo punto è successo qualcosa, l’emittente ha annunciato un’edizione straordinaria del giornale radio, non capivo cosa stesse succedendo e mi precipitai ad accendere la TV. Neanche il tempo di realizzare e nello schermo un grattacielo fumante, voci concitate di giornalisti si accavallano, ipotesi, parole, parole… e un aereo si schianta sull’altro grattacielo.
No, non ci potevo credere, sembrava finto ma sapevo che non lo era e la cosa più brutta era la sensazione di impotenza, vedere persone morire (non per finzione), vedere la storia che cambia, vedere tutto questo e vederlo in diretta ha cambiato qualcosa.
Non posso negare che ho pianto, ho pianto molto quel giorno perché era l’unica cosa che potevo fare.