Le cene di compleanno a casa Calselli sono sempre delle sorprese.
La cena dei calendari (compleanno di Marco) che quest’anno l’avremmo anche potuta ribattezzare la cena Bud per la le pietanze a base di fagioli; il compleanno di un paio di anni fa dei Paoletta, con una originale cena bavarese con stinco di maiale e crauti il tutto annaffiato da birra weizen, fino ad arrivare a sabato scorso, sempre per il compleanno di Paola.
Arrivo in casa Ranalli-Calselli, si inizia a spizzicare un po’ di salatini, formaggi, salumi. Nel mangiare mii aiutavo con una strana forchettina di metallo che sembrava di più uno spiedino. Non conoscevo il vero utilizzo di quello strumento fino a quando mi si presenta davanti agli occhi, al centro del tavolo un pentolino pieno di brodo caldo e dei piatti con dei pezzettini di carne cruda. Seguendo quello che facevano gli altri mi si è aperto un mondo, avevo conosciuto la bourguignonne, uno strumento che invita alla convivialità, che aiuta a non passare delle serate noiose, uno strumento che sviluppa la fantasia e l’ingegno.
Io, Angelo, Marco e Francesco (che ci eravamo appostati nella parte centrale del tavolo) avevamo preso possesso del bourguignonne centrale, che spettacolo.
Per chi non lo avesse presente, il bourguignonne (o la bourguignonne?!) è un pentolino, con del brodo caldo nel nostro caso, che viene posato su un treppiede, sotto al pentolino è posizionato un fornelletto con dello spirito; sul pentolino c’è un coperchio con delle scanalature fatte apposta per posizionaci le forchettine, che usate a mo’ di spiedino, servono per cucinare i pezzettini di carne cruda immersi nel brodo. Una volta cotta la carne della propria forchettina si svuota il contenuto nel piatto e si condisce con svariati tipi di salse.
Oltre che andarmene a pancia piena me ne sono andato via soddisfatto come un bambino che va su una nuova giostra.