SettePerUno

Sette autori al mese, un autore al giorno.  Tutte le mattine, a colazione, un nuovo post.

SettePerUno un simpatico blog, partito la settimana scorsa che vuole proporci le piccole porzioni di mondo che viviamo, con i linguaggi che più ci sono congeniali.

Un augurio di buon lavoro ai miei amici di SettePerUno 😉

Accendiamo 5 candel…ine!

M'illumino di meno 2009

Non si può dimenticare l’appuntamento fisso che abbiamo ogni anno con gli amici di Caterpillar di Radio2, che per il quinto anno consecutivo promuovono una giornata per il risparmio energetico.

Chi mi legge da un po’ sa che anche gli altri anni ho dedicato un mio piccolo e umile post all’iniziativa (2008, 2007, 2006). Spero che anche voi che mi leggete facciate lo stesso e aderiate a “M’illumino di meno“.

Ricordate venerdì 13 febbraio 2009 (vigilia di San Valentino) spegnete tutte le luci!

Dieci velocissimi giorni

Non ho le competenze storiche e politiche. Non posso dire di esserci stato abbastanza per essere un esperto.

Dieci giorni non sono certo un periodo di tempo che ti da il diritto di parlare con cognizione di causa. Ma nel mio piccolo posso dire che dieci giorni sono sicuramente abbastanza per affezionarsi a delle persone, a dei luoghi, per sentirsi legato a chi, un anno fa, un po’ più a oriente di casa mia, ha accolto me e gli altri del mio gruppo. Persone con cui abbiamo pregato, scherzato, brindato a capodanno, parlato di noi; persone che ci hanno ospitato a casa e fatto parte della loro famiglia; persone che ci hanno mostrato un’altra faccia della Palestina. Quella faccia che non si vede in TV è una faccia che non riusciamo a comprendere da qui.

Una Terra piena di odio, rivalità, amore, contraddizione, sincerità, passione, amicizia… tutto questo fa parte di quella piccola parte di Terra Santa che ho visto e che ho vissuto in dieci velocissimi giorni.

Un anno fa, in questi giorni, avevo gli occhi pieni di speranza, di gioia per l’esperienza appena vissuta. Ad un anno di distanza ho gli occhi pieni di lacrime e di apprensione per dei fratelli che sono li, tra attacchi dinamitardi e bombardate dell’esercito.

I morti palestinesi non sono più morti degli israeliani, i morti israeliani non sono più morti di quelli palestinesi, ma l’idea che Eli, Nihal, Niveen, Sireen, Julia… Tariq, Elie, Amir, Said, Joussef… possano essere in pericolo.

Questa idea mi stringe il cuore.

Vi segnalo questi due articoli che ho letto su peacelink.it